Toy Story 5 Doppiatori Italiani: Le Voci Storiche Contro lo Schermo

Trent’anni di giocattoli, e alla fine il nemico non è un bambino che cresce. È un tablet a forma di rana. Arrivato nelle sale italiane il 18 giugno 2026 sotto la regia di Andrew Stanton, il quinto capitolo Pixar mette Woody e compagni davanti a un problema che nessun film della saga aveva affrontato: cosa succede quando nessuno gioca più. I doppiatori di Toy Story 5, sia nella versione originale che in quella italiana, si trovano quindi a gestire un tono molto diverso dal solito, più malinconico e meno rassicurante. Disney Italia ha risposto richiamando quasi tutte le voci storiche e aggiungendo qualche nome che i fan della saga non si aspettavano affatto. Si comincia da chi porta il cappello da sceriffo.
Chi Doppia Woody in Toy Story 5 ?

Lo sceriffo di pezza ha passato quattro film a rincorrere un’idea di lealtà che gli è costata quasi tutto. In questo capitolo lo ritroviamo nel ruolo che ormai gli appartiene di diritto, quello del veterano che deve convincere gli altri a non arrendersi mentre lui stesso fatica a crederci.
In italiano il personaggio parla con la voce di Angelo Maggi, romano classe 1955, che ha raccolto il ruolo a partire da Toy Story 4 dopo la scomparsa di Fabrizio Frizzi nel 2018. Maggi non è certo un debuttante: è la voce ufficiale di Tom Hanks in gran parte della sua filmografia, da Cast Away a The Terminal fino a Il ponte delle spie, ed è anche Tony Stark nel Marvel Cinematic Universe e il commissario James Gordon nella trilogia del Cavaliere Oscuro di Nolan.
La coincidenza è quasi troppo perfetta. Doppiando Woody, Maggi si ritrova su Tom Hanks per l’ennesima volta, con la differenza che qui non c’è un volto da seguire. La sua è un’interpretazione che gioca sulla stanchezza controllata, e nei momenti in cui Woody deve ammettere qualcosa a se stesso si sente tutta l’esperienza accumulata.
Nella versione originale, ovviamente, Tom Hanks torna al microfono per la quinta volta dal 1995.
Massimo Dapporto e la Costanza di Buzz Lightyear

Nessun personaggio della saga ha subito più umiliazioni di Buzz Lightyear, e nessuno le ha incassate con tanta dignità. Lo space ranger che credeva di essere vero è diventato negli anni il contrappeso razionale del gruppo, quello che calcola mentre Woody improvvisa.
Massimo Dapporto accompagna il personaggio in italiano fin dal primo film, senza mai lasciare il ruolo. Attore di teatro, cinema e televisione con una carriera che va ben oltre la sala di doppiaggio, Dapporto è rimasto su Buzz in tutti e cinque i film.
Quella continuità si sente. La voce è invecchiata insieme a Buzz, e il risultato è un personaggio che suona coerente con se stesso anche a distanza di decenni. Tim Allen firma come sempre la versione originale.
La Voce di Jessie tra Nostalgia e Rabbia

Abbandonata una volta, Jessie ha sviluppato una sensibilità particolare verso l’idea di essere dimenticata. Nel quinto film è proprio lei a reagire per prima all’arrivo di Lilypad, ed è attorno al suo arco narrativo che ruota il brano originale scritto da Taylor Swift per la colonna sonora, “I Knew It, I Knew You”.
Ilaria Stagni riprende la cowgirl in italiano. Per il pubblico nostrano il suo nome significa soprattutto una cosa: è stata la voce di Bart Simpson dal 1991 al 2012, un ruolo che ha segnato un’epoca intera della televisione italiana. Ha inoltre doppiato Macaulay Culkin in Mamma, ho perso l’aereo e oggi lavora anche come direttrice del doppiaggio e dialoghista.
Stagni ha un registro che passa dall’energia alla fragilità senza segnali di avvertimento, ed è esattamente quello che il personaggio richiede in questo film. Joan Cusack copre il ruolo nella versione originale.
Chi Doppia Lilypad, la Nuova Antagonista di Toy Story 5?

Un tablet intelligente a forma di rana, acquistato dai genitori di Bonnie con le migliori intenzioni, che diventa rapidamente il passatempo preferito della bambina. Lilypad non è cattiva nel senso classico. È semplicemente più efficiente dei giocattoli nel catturare l’attenzione, e questo la rende molto più inquietante di qualsiasi Lotso.
La scelta italiana è caduta su Katia Follesa, comica e conduttrice televisiva al suo esordio nell’universo Pixar. Follesa porta al personaggio un tono cordiale che non si incrina mai, e proprio per questo funziona: Lilypad non alza mai la voce, non minaccia nessuno, si limita a esserci.
Nella versione originale il ruolo è di Greta Lee, attrice candidata ai Golden Globe per Past Lives e vista di recente in Tron: Ares. Lee ha già esperienza di animazione avendo interpretato Lyla nei film dello Spider-Verse.
Forky, Smarty Pants e la Comicità del Cast Italiano
Un cucchiaio di plastica con gli occhi finti, convinto di essere spazzatura. Forky resta il personaggio più assurdo introdotto dalla saga, e in Toy Story 5 continua a interrogarsi sulla propria esistenza con la stessa serenità di un filosofo in crisi.
Il ruolo in italiano appartiene ancora a Luca Laurenti, showman televisivo che aveva già preso il personaggio in Toy Story 4. Tony Hale firma l’originale.
Accanto a lui arriva Smarty Pants, dispositivo tecnologico per l’addestramento al vasino rimasto in standby per anni e richiamato in servizio. Il personaggio è affidato in italiano al comico Federico Basso, mentre nella versione americana la voce è di Conan O’Brien, che di ruoli animati ne ha già collezionati diversi, incluso l’Enigmista in The LEGO Batman – Il film.
Sal Da Vinci e la Sorpresa della Pizza cu ‘e llente
Membro di una comunità di giocattoli dimenticati che vive nella vecchia casetta dei giochi di Blaze, il personaggio descritto come affascinante e misterioso è in realtà una fetta di pizza con gli occhiali da sole. Solo la Pixar poteva permetterselo.
L’adattamento italiano ha fatto una scelta di carattere: il cantante napoletano Sal Da Vinci, al suo debutto nel franchise, che ribattezza il personaggio Pizza cu ‘e llente e gli cuce addosso un’identità partenopea che nell’originale non esiste. Nella versione americana il ruolo, chiamato Pizza with Sunglasses, appartiene a Bad Bunny, artista portoricano da sei Grammy Awards.
È una di quelle operazioni di localizzazione che possono andare benissimo o malissimo, e in questo caso la scommessa regge, perché il personaggio nasce già come gag visiva e l’inflessione napoletana amplifica l’effetto senza tradirlo.
Il Resto del Cast di Toy Story 5
La vecchia guardia risponde quasi al completo. Carlo Valli, storica voce italiana di Robin Williams e di Mrs. Doubtfire, torna su Rex. Cinzia De Carolis riprende Bo Peep, Ambrogio Colombo è Hamm, Roberta Pellini doppia Dolly e Micaela Incitti si occupa di Trixie. Corrado Guzzanti resta Duke Caboom, mentre Massimo De Ambrosis conferma Mr. Pricklepants. Gerolamo Alchieri e Tiziana Avarista completano la coppia dei Potato.
Tra i nuovi arrivi tecnologici, l’ippopotamo con GPS Atlas ha la voce di Simone Mori in italiano e di Craig Robinson in originale, mentre la macchina fotografica Snappy passa da Jacqueline Luna Di Giacomo qui e da Shelby Rabara oltreoceano. Il conduttore radiofonico Gianluca Gazzoli firma Bullseye “Perfido”, alter ego immaginario del cavallo di Woody affidato in originale ad Alan Cumming. Riccardo Scarafoni interpreta il Dr. Nutcase, che nella versione americana è Matty Matheson, e Paolo Marchese eredita Combat Carl, ruolo passato in originale a Ernie Hudson dopo la scomparsa di Carl Weathers.
Le due bambine al centro della storia parlano con le voci di Luna Tosti (Bonnie) e Sveva Lucentini (Blaze); nella versione originale Bonnie è interpretata da Scarlett Spears, terza attrice a ricoprire il ruolo dopo Emily Hahn e Madeleine McGraw.
Perché il Doppiaggio Rende Speciale Toy Story 5
C’è una logica precisa dietro il cast italiano di questa saga, e va avanti dal terzo capitolo: affiancare ai doppiatori professionisti dei volti noti dello spettacolo scelti per affinità tra immagine pubblica e carattere del personaggio. Funziona quando il personaggio è nuovo e nasce già come caricatura, come nel caso di Lilypad o della Pizza. Funziona meno quando serve profondità drammatica, ed è per questo che i ruoli portanti restano saldamente in mano ai veterani.
Il passaggio di testimone su Woody meritava attenzione particolare. Fabrizio Frizzi aveva doppiato il personaggio nei primi tre film, costruendo un legame affettivo che andava oltre il doppiaggio. Angelo Maggi non ha tentato l’imitazione, e questa è stata probabilmente la decisione più intelligente dell’intera operazione: ha portato il suo timbro e ha lasciato che il personaggio si adattasse a lui, non il contrario. Sette anni dopo Toy Story 4, quella scelta ha smesso di sembrare una sostituzione.
Quando i Giocattoli Smettono di Essere Ascoltati
Stanton ha descritto il nodo del film come un problema esistenziale: nessuno gioca davvero più con i giocattoli. Curioso che un film costruito attorno a questa idea si affidi in modo così totale alle voci, cioè alla cosa che ai giocattoli manca del tutto nel mondo reale.
La prossima volta che lo rivedete, provate a fare attenzione a quanto poco il cast italiano forza i toni. Non c’è nessuno che urla per farsi notare, nemmeno nelle scene di conflitto. In un film che parla di rumore e distrazione, la scelta di abbassare il volume dice più di qualsiasi dichiarazione d’intenti.
Per consultare l’elenco completo di tutti i personaggi, crediti e ruoli secondari, visita la nostra scheda completa di Toy Story 5 sul DietroLeVoci.

